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Centralizzazione degli acquisti. DPCM 11 febbraio 2026: nuove soglie e categorie per il ricorso obbligatorio a Consip e ai soggetti aggregatori.

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Centralizzazione degli acquisti. DPCM 11 febbraio 2026: nuove soglie e categorie per il ricorso obbligatorio a Consip e ai soggetti aggregatori.

 

Il quadro normativo di riferimento

 

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2026, è entrato in vigore il DPCM 11 febbraio 2026, che aggiorna e sostituisce integralmente il precedente DPCM 11 luglio 2018 in materia di individuazione delle categorie di beni e servizi e delle relative soglie oltre le quali le pubbliche amministrazioni sono tenute a ricorrere a Consip S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori. Il provvedimento dà attuazione a quanto previsto dall’articolo 9, comma 3, del decreto-legge n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014, e resterà in vigore fino all’adozione di un successivo provvedimento. Il decreto si inserisce inoltre nel solco del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. n. 36/2023), confermando la centralità dell’aggregazione come leva strutturale di governance della spesa pubblica.

 

Il perimetro dei soggetti interessati è ampio e include le amministrazioni statali centrali e periferiche, le Regioni e gli enti regionali, gli enti locali (Comuni, Province, Città metropolitane), i consorzi e le associazioni di enti locali, nonché gli enti del Servizio Sanitario Nazionale. Restano invece esclusi gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le università e le istituzioni educative.

 

Le categorie merceologiche e le soglie

 

Il DPCM del 2026 integra e amplia le categorie merceologiche già previste dal decreto dell’11 luglio 2018, sulla base delle analisi del Tavolo tecnico dei soggetti aggregatori. Le soglie sono da intendersi come importo massimo annuo a base d’asta negoziabile per ciascuna categoria. Nel caso di gare pluriennali, il riferimento è invece all’importo complessivo dell’intero periodo. Per la maggior parte delle categorie la soglia è fissata a 40.000 euro, ampliando di fatto gli obblighi di centralizzazione per gli acquisti ricorrenti. Per servizi più complessi resta il riferimento alla soglia di rilevanza comunitaria. Per alcune categorie è prevista la possibilità di gestione sia in forma aggregata che singola, offrendo maggiore flessibilità operativa. Particolare attenzione è riservata alla categoria “Gestione e manutenzione delle aree verdi”, per la quale il decreto riconosce le specificità territoriali e regionali, valorizzando il principio di sussidiarietà e adattamento locale.

 

La novità operativa di maggiore impatto riguarda il rafforzamento del sistema sanzionatorio indiretto. Il provvedimento introduce una conseguenza operativa rilevante: per le categorie individuate, l’Autorità Nazionale Anticorruzione non rilascerà il Codice Identificativo di Gara alle stazioni appaltanti che non si avvalgano di Consip o di un soggetto aggregatore, a partire dalla data di attivazione del contratto. Senza CIG, la procedura non può essere avviata. La centralizzazione degli acquisti esce così definitivamente da una dimensione meramente organizzativa per diventare un vincolo operativo che incide direttamente sulla possibilità di avviare le procedure.

 

Il portale acquistinretepa.it diventa centrale per la programmazione: esso pubblica infatti le iniziative dei soggetti aggregatori con tempistiche e stato di avanzamento. Le amministrazioni devono verificare queste informazioni prima di avviare procedure autonome.

 

In concreto, sarà necessario:

 

  1. verificare, per ciascun fabbisogno, se la categoria merceologica rientra tra quelle individuate dal decreto e se la soglia viene superata;
  2. consultare il portale acquistinretepa.it per accertare la disponibilità di iniziative aggregate attive prima di avviare qualsiasi procedura autonoma;
  3. impostare correttamente il calcolo del valore dell’appalto, considerando l’intero periodo contrattuale nei casi pluriennali.

 

Per il settore sanitario, già fortemente centralizzato, il decreto consolida una governance degli acquisti orientata alla sostenibilità economica e alla continuità dei servizi essenziali.

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